Emoji

Emoji è un termine che deriva dal giapponese E (immagine), MO (scrittura) e JI (carattere). Queste sono diventate una parte integrante della comunicazione digitale. La loro origine risale alla compagnia di telecomunicazioni giapponese NTT DoCoMo che, sotto la guida del grafico Shigetaka Kurita, le sviluppò e rilasciò per telefoni cellulari e cercapersone. L’idea innovativa di Kurita fu quella di inserire piccole immagini, composte da pixel, nel limitato spazio visivo degli schermi mobili, rivoluzionando il modo di esprimere emozioni e concetti nei messaggi.

Il successo delle Emoji
Il successo delle emoji originali fu immediato e travolgente in Giappone, tanto da essere copiate dalle aziende concorrenti. Tuttavia, la loro vera esplosione globale avvenne dodici anni dopo, nel 2007, quando Apple rilasciò un set di emoji molto più ampio e variegato per l’iPhone. Questo set le trasformò in una nuova e potente forma di comunicazione digitale, superando i confini linguistici e culturali.
L’impatto culturale delle emoji è stato così significativo che il MoMA (Museum of Modern Art) di New York ha riconosciuto il loro valore artistico e comunicativo, includendole nella propria collezione permanente ed esponendole nell’atrio del museo. Le icone create da Kurita, che includevano illustrazioni meteorologiche, pittogrammi e un’ampia gamma di espressioni facciali, non solo agevolarono la crescita degli utenti di messaggistica testuale ed e-mail, ma gettarono anche le basi per un nuovo linguaggio visivo. La loro consacrazione definitiva avvenne nel 2015, quando “emoji” fu dichiarata “Parola dell’Anno”.

Le prime emoji erano esteticamente molto diverse da quelle vivaci e colorate che usiamo oggi. Il passo fondamentale per la loro diffusione mondiale fu la traduzione nello standard Unicode nel 2010. Da allora, Unicode seleziona accuratamente nuove emoji proposte da milioni di utenti in tutto il mondo, garantendone un’aggiunta regolare e inclusiva. Il successo duraturo delle emoji risiede probabilmente nella loro capacità di riaffermare il nostro lato umano e le nostre emozioni nello spazio spesso freddo e astratto della comunicazione elettronica, rendendo i nostri messaggi più personali ed espressivi.